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<decisione id="P29840">
  <meta>
    <issued>2026-07-28</issued>
    <publisher>AGCM</publisher>
  </meta>
  <contenuto>
    <testo>C12399 - ENI/BE POWER</testo>
    <testo>Provvedimento n. 29840</testo>
    <testo>L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO</testo>
    <testo>NELLA SUA ADUNANZA del 5 ottobre 2021;</testo>
    <testo>SENTITO il Relatore Professor Michele Ainis;</testo>
    <testo>VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;</testo>
    <testo>VISTO il D.P.R. 30 aprile 1998 n. 217;</testo>
    <testo>VISTA la comunicazione delle società Eni S.p.A. pervenuta il 15 settembre 2021;</testo>
    <testo>VISTA la documentazione agli atti;</testo>
    <testo>CONSIDERATO quanto segue:</testo>
    <testo>I. LE PARTI</testo>
    <testo>1. Eni S.p.A. (“Eni”) è la società posta al vertice dell’omonimo gruppo industriale attivo a livello globale nei settori della esplorazione e produzione di idrocarburi e gas, dell’approvvigionamento e vendita di gas naturale all’ingrosso e al dettaglio, dell’acquisto e commercializzazione di gas naturale liquefatto (GNL), della raffinazione del petrolio e commercializzazione di prodotti petroliferi all’ingrosso ed al dettaglio sulla rete ordinaria e autostradale, della produzione e commercializzazione di prodotti chimici, nonché nei mercati della generazione (anche attraverso impianti fotovoltaici) e vendita all’ingrosso e al dettaglio di energia elettrica. Il gruppo Eni ha realizzato nel 2020 un fatturato mondiale pari a circa 47,6 miliardi di euro di cui circa [10-20]1[NOTE:1:[Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di segretezza delle informazioni.]] miliardi di euro realizzati in Italia.</testo>
    <testo>2. Be Power S.p.A. (“Be Power”) è la società a capo dell’omonimo gruppo attivo nel settore delle energie rinnovabili anche attraverso le controllate al 100% Be Charge S.r.l. (“Be Charge”), Be Charge Valle d’Aosta S.r.l. (“Be Charge Valle d’Aosta”) e 4Energia S.r.l. (“4Energia”). In particolare, Be Charge è attiva a tutti i livelli della filiera dei servizi di ricarica pubblica di automobili elettriche, mentre 4Energia opera come aggregatore nell’ambito della generazione distribuita di energia elettrica, rivendendo poi l’energia al gestore della rete (“TSO”, in Italia Terna S.p.A., “Terna”) attraverso le aste per la messa a disposizione delle Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM) nonché, in misura residuale, al dettaglio a clienti non domestici allacciati in bassa e media tensione.  Il fatturato consolidato del gruppo Be Power nel 2020 è stato di [31-100] milioni di euro, [omissis].</testo>
    <testo>II. DESCRIZIONE DELL’OPERAZIONE</testo>
    <testo>3. L’operazione consiste nella acquisizione da parte di Eni, attraverso la società interamente partecipata Eni gas e luce S.p.A. (“EGL”), del 100% delle azioni di Be Power. All’esito dell’operazione, pertanto, EGL sarà l’unico azionista di Be Power e delle controllate Be Charge, Be Charge Valle d’Aosta e 4Energia.</testo>
    <testo>III. QUALIFICAZIONE DELL’OPERAZIONE</testo>
    <testo>4. L’operazione comunicata, in quanto comporta l’acquisizione del controllo esclusivo da parte di Eni, tramite EGL, su Be Power, costituisce una concentrazione, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90. Essa rientra nell’ambito di applicazione della legge n. 287/90, non ricorrendo le condizioni di cui all’articolo 1, del Regolamento CE n. 139/04, ed è soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’articolo 16, comma 1, della medesima legge, in quanto il fatturato totale realizzato, nell’ultimo esercizio a livello nazionale, dall’insieme delle imprese interessate è stato superiore a 511 milioni di euro e il fatturato totale realizzato, nell’ultimo esercizio a livello nazionale, da almeno due delle imprese interessate è stato superiore a 31 milioni di euro.</testo>
    <testo>IV. VALUTAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE</testo>
    <testo>5. Il gruppo Be Power oggetto di acquisizione eroga servizi di flessibilità alla rete elettrica (principalmente attraverso la controllata 4Energia) e di vendita di energia elettrica all’ingrosso e al dettaglio, nonché servizi di ricarica per veicoli elettrici (principalmente attraverso la controllata Be Charge).</testo>
    <testo>Il settore dei servizi di flessibilità alla rete elettrica e di vendita di energia elettrica</testo>
    <testo>6. Il gruppo acquisito Be Power agisce attraverso la società 4Energia quale Balance Service Provider (“BSP”), cioè fornitore di servizi di bilanciamento del carico elettrico al gestore della rete di trasmissione nazionale e/o di vendita di energia elettrica. Il BSP riunisce sotto la propria intermediazione una serie di piccoli produttori o detentori di impianti di stoccaggio di energia elettrica per poi rivenderne in forma aggregata al gestore della rete i servizi di produzione e di accumulazione di energia (in una parola, di flessibilità) o per rivenderne l’energia all’ingrosso o al dettaglio. Quello dei servizi di BSP è dunque un mercato a due versanti, in quanto da una parte i BSP concorrono tra loro per acquisire la disponibilità degli impianti detenuti dai singoli piccoli produttori e/o stoccatori di energia, dall’altra concorrono per la rivendita a valle dell’energia e dei servizi di flessibilità di cui vengono a disporre operando per conto delle unità di produzione e di stoccaggio che sono riusciti a mettere sotto contratto.</testo>
    <testo>Il mercato dei servizi al TSO</testo>
    <testo>7. La partecipazione al mercato dei servizi dei piccoli produttori e/o stoccatori di energia federati dal BSP avviene attraverso il loro riconoscimento e abilitazione da parte del TSO Terna, che, dando seguito ad un apposito programma tutt’ora definito come sperimentale e avviato dal regolatore nel 20172[NOTE:2:[ARERA, del. 300/2017/REEL.]] ammette tali unità (cd. “UVAM” - Unità Virtuali Abilitate Miste,) alla fornitura della loro capacità, sia a termine che con offerte dirette sul mercato dei servizi di dispacciamento (MSD), sempre attraverso l’intermediazione del BSP. In particolare, la acquisizione a termine della capacità delle UVAM per la fornitura di servizi di flessibilità avviene principalmente attraverso apposite aste organizzate da Terna, aventi cadenza mensile, infra-annuale o annuale, alle quali partecipano i diversi BSP.</testo>
    <testo>8. La società acquisita rivende i servizi di flessibilità delle UVAM a Terna quasi esclusivamente attraverso la partecipazione alle aste organizzate dal medesimo TSO. La vendita al gestore della rete dei servizi di flessibilità delle UVAM può almeno in prima battuta essere considerata come un mercato distinto rispetto al più ampio mercato dei servizi di dispacciamento offerti a Terna, posto che la fornitura effettuata attraverso le aste è indipendente, per prezzo e quantità, rispetto a quella ottenuta da Terna attraverso MSD e che anche i soggetti offerenti nei due contesti sono diversi, benché in alcuni casi appartenenti ad un medesimo gruppo societario3[NOTE:3:[Nello specifico, imprese di generazione elettrica su MSD e BSP nelle aste UVAM.]]. Sempre in prima approssimazione, la dimensione del mercato della vendita a Terna dei servizi di flessibilità delle UVAM può essere considerata nazionale, data la presenza dal lato della domanda di un unico soggetto per tutto il territorio nazionale, anche se le aste vengono in effetti bandite distintamente per due macrozone (la zona A per l’Italia settentrionale e la zona B per il resto del paese). Nel caso di specie, comunque, non appare necessaria una più precisa specificazione dei mercati rilevanti, atteso che, in ragione della limitata operatività delle Parti, e in particolare del gruppo acquirente, nelle attività in questione, qualunque definizione venisse adottata non cambierebbe l’esito della valutazione.</testo>
    <testo>9. La misura della presenza degli operatori sull’intero mercato dei servizi di BSP, che come visto si compone anche della fase a monte di acquisizione delle unità di generazione e/o stoccaggio la cui capacità viene poi offerta in gara, può essere approssimata dalla quota sul totale delle aggiudicazioni delle aste detenuta da ciascuno di essi. Nell’anno 2020, su una capacità totale aggiudicata da Terna alle aste UVAM di 991,4 MW, la società acquisita è risultata assegnataria di soli 3,5 MW, mentre il gruppo Eni, attraverso la controllata Eni Power, si è aggiudicato 2 MW. Nelle aste del 2021 il gruppo Be Power ha migliorato la propria performance, rimanendo tuttavia ampiamente al di sotto del 10% del totale della capacità aggiudicata. Il gruppo Eni, invece, nel 2021 risulta esser rimasto del tutto fuori dalle aggiudicazioni.</testo>
    <testo>10. Dalle considerazioni che precedono emerge quindi che l’operazione non è in grado di influenzare in maniera significativa la concorrenza sul mercato dei BSP.</testo>
    <testo>I mercati dell’energia</testo>
    <testo>11. Anche come conseguenza dello svolgimento dell’attività di gestione dei servizi di flessibilità delle UVAM, la società acquisita è presente altresì nella vendita all’ingrosso e al dettaglio di energia elettrica. In primo luogo, attraverso 4Energia il gruppo Be Power commercializza all’ingrosso una minima parte dell’energia prodotta dalla generazione distribuita dalla stessa intermediata in qualità di BSP, partecipando dunque al mercato della produzione e approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica. Inoltre, 4Energia si approvvigiona di energia elettrica per rifornire i clienti contrattualizzati come BSP nelle situazioni in cui questi ultimi richiedano più energia di quella che gli stessi riescono ad autoprodurre. Sia per quest’ultimo motivo, sia per l’impiego dell’energia della quale 4Energia viene a disporre in quanto proveniente dalle UVAM o dal sopra menzionato acquisto per l’approvvigionamento, il gruppo acquisito opera quindi, ancorché in misura molto ridotta, anche nei mercati della vendita al dettaglio a clienti non domestici allacciati in media e alta tensione e a clienti non domestici allacciati in bassa tensione.</testo>
    <testo>12. Nella prassi dell’Autorità, il mercato della produzione e dell’approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica ha una dimensione macro-zonale. Né a livello aggregato nazionale né in alcuna macrozona, la quota della società acquisita in questo mercato raggiunge l’1% del volume totale del mercato. Il gruppo Eni, da parte sua, ha una quota del [5-10]% a livello aggregato nazionale e raggiunge al massimo il [10-15]% nella sola macrozona Nord. L’operazione non è dunque in grado di incidere sulla concorrenza nel mercato della produzione e approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica.</testo>
    <testo>13. Anche nel mercato della vendita di energia elettrica al dettaglio a clienti non domestici allacciati in media e alta tensione, che l’Autorità nei propri precedenti ha considerato come nazionale, la presenza della società acquisita è marginale, con una quota largamente inferiore all’1%. La stessa posizione del gruppo Eni, peraltro, è limitata al [1-5]% del totale. L’operazione non incide pertanto sulla concorrenza neppure in questo mercato</testo>
    <testo>14. Nella vendita di energia elettrica al dettaglio a clienti finali non domestici allacciati in bassa tensione, infine, la presenza delle parti a livello nazionale risulta ancor piùmarginale, con la società acquisita largamente al di sotto dell’1% e il gruppo Eni soltanto al [1-5]%. Ancorché l’Autorità nei propri precedenti abbia considerato che questo mercato potesse avere una dimensione geografica più ristretta rispetto a quella nazionale, nel caso di specie non appare necessario compiere ulteriori approfondimenti sul punto poiché, in ragione della ridotta presenza delle parti, una diversa definizione dell’ambito geografico non sarebbe in grado di mutare la valutazione. Alla luce di quanto precede, l’operazione non appare avere conseguenze di rilievo sulla concorrenza nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica ai clienti non domestici allacciati in bassa tensione.</testo>
    <testo>Il settore dei servizi di ricarica per veicoli elettrici</testo>
    <testo>15. L’operazione interessa altresì il settore dei servizi di ricarica per veicoli elettrici, in particolare della ricarica in siti pubblici o aperti al pubblico, nel quale è attivo il gruppo acquisito. Dal punto di vista della domanda, l’utente può ricaricare il proprio veicolo elettrico sia in un sito privato a sua disposizione, ad esempio nel proprio garage, nel qual caso agisce di norma senza intermediazione di soggetti terzi, sia in appositi punti di rifornimento pubblici o di pubblico accesso (ad es. nei centri commerciali). Secondo le stime presentate dalle Parti, nel 2020 in Italia esistevano circa 18.000 punti di ricarica pubblici e privati con accesso pubblico, che secondo proiezioni definite “moderate” potrebbero arrivare a più che triplicarsi nel 2030.</testo>
    <testo>16. Per consentire l’effettuazione della ricarica nei punti di ricarica pubblici o privati ma con accesso pubblico, si individuano due distinte attività economiche: da un lato lo sviluppo e la gestione dei punti fisici di ricarica (in particolare reti pubbliche ma anche punti di ricarica privati aperti al pubblico), svolta dai c.d. Charge Point Operators (“CPO”), dall’altro, quella dell’offerta vera e propria di servizi di ricarica elettrica agli utenti finali, ivi inclusi i relativi servizi di pagamento, che necessita di interazione diretta con i consumatori, svolta dai c.d. Mobility Service Providers (“MSP”).</testo>
    <testo>17.  La normativa comunitaria, come recepita con il Decreto Legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 (articolo 4, comma 9), ha stabilito che nel caso delle infrastrutture di ricarica “accessibili al pubblico” il CPO (operatore del punto di ricarica) rappresenti l’acquirente finale nel contratto di compravendita di energia con il fornitore di elettricità4[NOTE:4:[La Direttiva 2014/94/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi (cd. DAFI Directive Alternative Fuel Iniziative) ha disciplinato in maniera innovativa il servizio di ricarica dei veicoli elettrici, stabilendo che il CPO non si limita a mettere a disposizione uno strumento per la trasmissione dell’energia da vendere al cliente, ma è esso stesso il cliente finale del venditore di energia elettrica. Per tale ragione, l'articolo 4 della Direttiva inquadra il rapporto fra l’operatore del punto di ricarica e i suoi fornitori di energia come vendita di energia mentre il rapporto fra il gestore dei servizi ricarica e il detentore del veicolo elettrico come servizio. Il recepimento della Direttiva DAFI ha avuto luogo, in Italia, con il Decreto Legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, che sostanzialmente riproduce, all'articolo 4 comma 9, il testo dell'articolo 4 della Direttiva, qualificando gli operatori dei punti di ricarica come clienti finali dell’energia]]. Il CPO è il soggetto che si incarica di costruire e gestire la rete di colonnine, nonché di approvvigionare l’energia necessaria alle ricariche. La domanda dei servizi del CPO è rappresentata prevalentemente, ma non esclusivamente, dai MSP5[NOTE:5:[Ad esempio, il citato d.lgs. n. 257/2016 richiede (art. 4, comma 10) che tutti i CPO adottino soluzioni per consentire agli utenti anche l’accesso diretto alla ricarica, senza l’intermediazione di un MSP.]], che negoziano per conto dei loro clienti (gli utenti finali) le condizioni di accesso alle reti di punti di ricarica dei vari CPO. Gli MSP a loro volta mettono a disposizione degli utenti finali una serie di utilità che, oltre alla gestione dell’interoperabilità per l’accesso alle reti di vari CPO, comprendono la gestione delle modalità di pagamento, la fornitura di ausili per la localizzazione dei punti di rifornimento, ecc.6[NOTE:6:[L’utilizzatore, a tal fine, viene dotato dal MSP di App o scheda in grado di interagire con il singolo punto di ricarica abilitandolo all’erogazione di energia elettrica in favore dell’utente a condizioni economiche con lo stesso prestabilite, sollevando dunque l’utente stesso dalla necessità di avere rapporti contrattuali con i CPO che gestiscono i medesimi punti di ricarica.]] È importante osservare che uno stesso cliente finale può avere contemporaneamente più contratti con diversi MSP, sia a fini di migliore copertura, sia al fine di sfruttare la tariffa migliore a seconda delle situazioni.</testo>
    <testo>18. Le due attività che caratterizzano il settore (CPO e MSP) sono dunque ben distinte tra loro e si situano a livelli diversi della filiera (la prima a monte della seconda), nonostante molti operatori o comunque molti operatori siano verticalmente integrati e risultino quindi attivi sia come CPO che come MSP.</testo>
    <testo>I mercati della installazione e gestione delle infrastrutture di ricarica (CPO)</testo>
    <testo>19. Come anticipato, il CPO è l’operatore deputato all’installazione ed alla gestione dell’infrastruttura di ricarica da un punto di vista tecnico ed operativo, controllandone gli accessi ed occupandosi della gestione quotidiana dell’infrastruttura, della manutenzione e delle eventuali riparazioni da compiere. Il CPO svolge tali attività in nome e per conto proprio (qualora sia l’intestatario del punto di prelievo di energia o POD) o, in alternativa, sulla base di uno specifico mandato rilasciato da un terzo soggetto intestatario del POD.</testo>
    <testo>20. Secondo la prassi della Commissione Europea7[NOTE:7:[Cfr. provvedimento M8870 E.On/Innogy del 17 settembre 2019.]] la gestione e realizzazione di punti di ricarica pubblici e ad accesso pubblico ad alta potenza (oltre i 100 kW) rappresenta un mercato distinto da quello della realizzazione di punti di ricarica di potenza inferiore8[NOTE:8:[La Commissione distingue altresì tra punti di ricarica in autostrada e quelli situati al di fuori delle autostrade.]]. In entrambi i casi, secondo la Commissione, la dimensione geografica dei relativi mercati è da considerarsi nazionale con elementi locali. In questa sede non è necessario definire con maggior precisione i mercati rilevanti, in quanto l’esito della valutazione non cambierebbe qualunque fosse la definizione scelta.</testo>
    <testo>21. Nel 2020 la società acquisita deteneva e gestiva nel complesso [2.000-3.000] punti di ricarica pubblici o ad accesso pubblico, su un totale a livello nazionale di [15.000-20.000]. Dei punti di ricarica gestiti dal gruppo Be Power, solo [10-20] risultano essere punti di ricarica ad alta potenza. Nessuna società del gruppo acquirente Eni opera invece come CPO e dunque il gruppo non è attivo in nessuno dei mercati della realizzazione e gestione di punti di ricarica pubblici o ad accesso pubblico. Relativamente a tali mercati, pertanto, l’operazione si risolve nella mera sostituzione di un operatore con un altro.</testo>
    <testo>22. Inoltre, ancorché entrambe le società, e in particolare il gruppo Eni, siano presenti sui mercati a monte della fornitura di energia elettrica al dettaglio a clienti non domestici allacciati in media o alta tensione e a clienti non domestici allacciati in bassa tensione, tale presenza, come visto sopra, è talmente limitata da consentire di escludere che l’operazione possa avere effetti verticali di foreclosure sia nei mercati a monte della vendita di energia elettrica al dettaglio che direttamente in quelli dell’attività di CPO.</testo>
    <testo>Il mercato della fornitura di servizi per la mobilità elettrica (MSP)</testo>
    <testo>23. L’attività del MSP consiste nella prestazione all’utente finale di una serie di servizi quali l’intermediazione con il CPO e l’abilitazione all’erogazione della ricarica, nonché vari servizi ancillari offerti tramite le relative applicazioni informatiche. Tali attività sono considerate facenti parti di un unico mercato il quale secondo la prassi della Commissione9[NOTE:9:[Provv. M8870, cit.]] ha dimensione nazionale. Anche per questo mercato, ad ogni modo, in questa sede non è necessario definire con maggior precisione l’abito geografico del mercato rilevante, in quanto l’esito della valutazione non cambierebbe qualunque fosse la definizione scelta.</testo>
    <testo>24. Nel 2020 la società acquisita deteneva, come fornitore di servizi di MSP una quota inferiore al [1-5]% sia sul totale del parco circolante di veicoli elettrici in Italia sia sul totale dei volumi di energia erogati tramite servizi di ricarica pubblica. Nessuna società del gruppo acquirente Eni opera invece come MSP e dunque, anche relativamente a tale mercato, l’operazione si risolve nella mera sostituzione di un operatore con un altro.</testo>
    <testo>25. In conclusione, in ragione delle considerazioni sopra svolte, gli effetti dell’operazione nei suddetti mercati rilevanti risultano marginali, tanto da consentire di escludere che la stessa possa incidere in maniera significativa sulla concorrenza nei mercati della mobilità elettrica, della fornitura dei servizi di flessibilità e della vendita di energia elettrica all’ingrosso e al dettaglio.</testo>
    <testo>RITENUTO, pertanto, che l’operazione in esame non comporta, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge n. 287/90, la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza;</testo>
    <testo>DELIBERA</testo>
    <testo>di non avviare l’istruttoria di cui all’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90.</testo>
    <testo>Le conclusioni di cui sopra saranno comunicate, ai sensi dell'articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90, alle imprese interessate e al Ministro dello Sviluppo Economico.</testo>
    <testo>Il presente provvedimento sarà pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.</testo>
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