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<decisione id="P32004">
  <meta>
    <issued>2026-09-16</issued>
    <publisher>AGCM</publisher>
  </meta>
  <contenuto>
    <testo>C12831 - BF-VARI CONSORZI AGRARI/CONSORZI AGRARI D’ITALIA</testo>
    <testo>Provvedimento n. 32004</testo>
    <testo>L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO</testo>
    <testo>NELLA SUA ADUNANZA del 23 giugno 2026;</testo>
    <testo>SENTITA la Relatrice, Professoressa Elisabetta Iossa;</testo>
    <testo>VISTO il Regolamento (CE) n. 139/2004;</testo>
    <testo>VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;</testo>
    <testo>VISTO il D.P.R. 30 aprile 1998, n. 217;</testo>
    <testo>VISTA la comunicazione pervenuta dalla società Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. in data 28 maggio 2026;</testo>
    <testo>VISTA la documentazione agli atti;</testo>
    <testo>CONSIDERATO quanto segue:</testo>
    <testo>I.	LE PARTI</testo>
    <testo>I.1.	BF S.p.A.</testo>
    <testo>1.	B.F. S.p.A. (di seguito, “BF”; C.F. 08677760962) è una società quotata in borsa, holding dell’omonimo gruppo societario (di seguito, “Gruppo BF”), primario operatore nazionale attivo, a livello integrato, nel settore agro-industriale, zootecnico, delle sementi e della fornitura di servizi tecnologici a favore di operatori del settore agricolo. Il capitale sociale di BF è suddiviso tra diversi investitori e, sulla base di quanto dichiarato dalla Parte, nessuno dei soci esercita, individualmente o congiuntamente, un’influenza determinante sull’attività di BF1[NOTE:1:[Il capitale sociale di BF è frammentato tra più soci di minoranza e circa il 19% dello stesso è flottante; inoltre, non vi sono previsioni statutarie che attribuiscano diritti speciali a uno o più azionisti. In particolare, la compagine azionaria di BF è così articolata: Dompè Holding S.r.l. (25%), ARUM S.p.A. (25%), Fondazione Cariplo (6%), ENI Natural Energies S.r.l. (5%), Miria Growth Fund SA (5%), Ismea (4%), Intesa San Paolo S.p.A. (4%), INARCASSA (4%) e ENPAIA (3%).]]. Il Gruppo BF, nel 2024, ha realizzato, quasi interamente in Italia, un fatturato pari a circa [1-2]*[NOTE:2:[Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di segretezza delle informazioni.]] miliardi di euro.</testo>
    <testo>I.2.	I Consorzi agrari</testo>
    <testo>2.	In termini generali, i Consorzi agrari (di seguito anche “Consorzi”) sono realtà costituite da gruppi di agricoltori, solitamente nella forma di società cooperative, la cui attività è disciplinata dagli articoli 2511 e ss. del codice civile2[NOTE:3:[Nel 1999, anche con l’obiettivo di superare la forte commistione nella gestione pubblica e privata dei Consorzi, fu emanata la legge n. 410/1999. La legge ha previsto un riordino del sistema dei Consorzi agrari, i quali, sino ad allora, avevano svolto la loro attività sulla base dell’impianto normativo rappresentato dal decreto legislativo n. 1235/1948. La legge n. 410/1999, così come integrata e modificata, risulta tuttora in vigore e disciplina l’attività dei Consorzi stessi. Le principali novità della riforma introdotta nel 1999 riguardano la natura giuridica dei Consorzi, la titolarità della loro vigilanza, l’esercizio del diritto di prelazione, il rimborso dei crediti, la praticabilità del credito agrario in natura, oltreché lo scioglimento della Federconsorzi. In particolare, la natura giuridica dei Consorzi, che precedentemente era quella di cooperative speciali ai sensi del decreto n. 1235/48, è stata modificata in cooperative a mutualità prevalente e a responsabilità limitata (legge n. 99/2009, articolo 9), equiparando in qualche misura i Consorzi alle comuni cooperative agricole del settore e facendo venir meno il loro carattere di specialità.  ]]. Il capitale sociale dei Consorzi è tendenzialmente disperso tra migliaia di soci, nessuno dei quali è dunque in grado di esercitare, direttamente o indirettamente, il controllo.</testo>
    <testo>3.	I Consorzi svolgono attività relative alla promozione dell’innovazione e al miglioramento della produzione agricola, anche attraverso l’offerta di servizi utili all’agricoltura, e sono altresì abilitati all’esercizio del credito agrario in natura3[NOTE:4:[In particolare, le attività svolte a favore delle aziende agricole, sia socie che terze, includono: i) l’erogazione capillare, su tutto il territorio nazionale, di servizi di valorizzazione delle produzioni, assistenza tecnica, sostegno finanziario, gestione degli ammassi e consulenza; ii) la distribuzione, tramite una rete specializzata di punti vendita, di input produttivi e strumenti necessari alle coltivazioni e agli allevamenti, quali mangimi, sementi, macchine agricole, concimi, antiparassitari, fertilizzanti, oltre che carburanti e prodotti assicurativi. Alcuni Consorzi sono inoltre attivi, tramite le proprie controllate, nella produzione di mangimi e sementi. Quanto all’esercizio del credito agrario in natura, esso avviene a fronte del conferimento di prodotti agricoli all’ammasso volontario, prevedendo la possibilità di coprire il credito con il rilascio di cambiali agrarie, soggette a imposizione fiscale ridotta. ]]. Al riguardo, a esito di un processo di riorganizzazione caratterizzato, tra l’altro, da numerose chiusure e accorpamenti, il numero dei Consorzi attivi sul mercato si è ridotto nel tempo. L’operazione di concentrazione coinvolge i seguenti Consorzi agrari.</testo>
    <testo>4.	Il Consorzio Agrario dell’Emilia Romagna società cooperativa (di seguito, “CAE”) è prevalentemente attivo nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Parma e Ravenna, e offre una serie di prodotti e servizi alle aziende agricole, sia socie del CAE sia terze, e consulenze agronomiche sulle corrette pratiche colturali attraverso le società partecipate. Il capitale sociale di CAE è distribuito tra più di 4.300 soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo sulla società. Nel 2024, la società non ha prodotto fatturato.</testo>
    <testo>5.	Il Consorzio Agrario dell’Adriatico società cooperativa (di seguito, “CAA”) è attivo nelle province di Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, e offre una serie di prodotti e servizi alle aziende agricole, sia socie del CAA sia terze, e consulenze agronomiche sulle corrette pratiche colturali. Il capitale sociale di CAA è distribuito tra quasi 2.000 soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo. Nel 2024, la società non ha prodotto fatturato.</testo>
    <testo>6.	Il Consorzio Agrario del Tirreno società cooperativa (di seguito, “CAT”) è attivo prevalentemente nelle Province di Grosseto, Livorno, Pisa, Lucca, Massa, Pistoia e Viterbo, e offre una serie di prodotti e servizi alle aziende agricole, sia socie del CAT sia terze, e consulenze agronomiche sulle corrette pratiche colturali. Il capitale sociale di CAT è distribuito tra migliaia di soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo sulla società. Il CAT, nel 2024, ha realizzato un fatturato pari a circa [inferiore a 1 milione di] euro, interamente in Italia.</testo>
    <testo>7.	Il Consorzio Agrario Centro Sud società cooperativa (di seguito, “CACS”) è attivo prevalentemente nelle province di Chieti, Pescara, l’Aquila, Teramo, Campobasso, Isernia e Foggia. Il CACS offre una serie di prodotti e servizi alle aziende agricole, sia socie del CACS sia terze, e consulenze agronomiche sulle corrette pratiche colturali. Il capitale sociale di CACS è distribuito tra 284 soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo. CACS, nel 2024, ha realizzato un fatturato pari a circa [inferiore a 1 milione di] euro, interamente in Italia.</testo>
    <testo>8.	La Società Consortile Consorzi Agrari S.c.p.A. (di seguito, “SCCA”) è una società consortile costituita ai sensi della legge 410/1999 con lo scopo di valorizzare le attività e i prodotti dei consorziati (consorzi agrari) nonché di procurare beni, servizi, attività e vantaggi per l’esercizio delle loro attività economiche. Il capitale sociale di SCCA è detenuto da 21 consorzi agrari attualmente attivi sul territorio nazionale, nessuno dei quali possiede singolarmente una quota di controllo. SCCA, nel 2024, ha realizzato un fatturato pari a circa [1-10] milioni di euro, interamente in Italia.</testo>
    <testo>9.	Il Consorzio Agrario del Nordest società cooperativa (di seguito, “CNE”) è prevalentemente attivo in Lombardia e Veneto, con particolare riferimento alle province di Mantova, Brescia, Vicenza, Venezia, Verona, Rovigo e Padova. Nato dall’aggregazione di diverse realtà provinciali, il CNE è stato attivo fino ad agosto 2022 nelle diverse fasi del comparto agroalimentare, dalla consulenza per lo sviluppo del ciclo colturale ai contratti di coltivazione, dalla fornitura di mezzi tecnici e meccanici alla distribuzione di carbolubrificanti, dalla gestione del ciclo zootecnico alla mangimistica, fino alla trasformazione alimentare. Da settembre 2022, è rimasto attivo solo nel comparto della commercializzazione di macchine e attrezzature agricole, oltre che dei relativi ricambi. Il capitale sociale di CNE è distribuito tra migliaia di soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo. CNE, nel 2024, ha realizzato un fatturato pari a circa [1-10] milioni di euro, interamente in Italia.</testo>
    <testo>10.	Il Consorzio Agrario di Siena società cooperativa (di seguito, “CAPSI”) è attivo prevalentemente nelle province di Siena, Arezzo, Firenze e Prato, e offre prodotti e servizi alle aziende agricole, sia socie del CAPSI sia terze, e consulenze agronomiche sulle corrette pratiche colturali. Il capitale sociale di CAPSI è distribuito tra 895 soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo. CAPSI, nel 2024, ha realizzato un fatturato pari a circa [10-36] milioni di euro, interamente in Italia.</testo>
    <testo>11.	Il Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia (di seguito, “CAFVG”) offe una serie di prodotti e servizi alle aziende agricole, sia socie del CAFVG sia terze, e consulenze agronomiche sulle corrette pratiche colturali. Il capitale sociale del CAFVG è distribuito tra 1.824 soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo dello stesso. CAFVG, nel 2024, ha realizzato un fatturato pari a [100-595] milioni di euro, quasi interamente in Italia.</testo>
    <testo>12.	Il Consorzio Agrario di Treviso e Belluno (di seguito, “CATVB”) offre una serie di servizi alle aziende agricole, sia socie del CATVB sia terze, al fine di agevolare l’innovazione e il miglioramento della produzione agricola, predisponendo e gestendo servizi utili all’agricoltura. Il Consorzio offre principalmente servizi nella fornitura di mezzi tecnici, di prodotti petroliferi, di mangimi, di macchine e attrezzature agricole, nonché di raccolta e ammasso di cereali e proteoleaginose per conto di terzi. Svolge inoltre l’attività di agente di assicurazione per conto di Generali Italia S.p.A. (divisione Cattolica Assicurazioni). Il capitale sociale di CATVB è distribuito tra 2.761 soci, nessuno dei quali esercita, direttamente o indirettamente, il controllo dello stesso. CATVB, 2024, ha realizzato un fatturato pari a circa [100-595] milioni di euro, interamente in Italia.</testo>
    <testo>I.3.	Consorzi Agrari d’Italia S.p.A.</testo>
    <testo>13.	Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. (di seguito, “CAI”) opera, direttamente o tramite società controllate, nella commercializzazione di cereali e proteici, fertilizzanti, sementi, fitofarmaci, materie plastiche e impiantistica, irrigazione, mangimi e zootecnico, meccanizzazione agricola, garden e alimentari, offrendo altresì servizi alle imprese agricole. CAI è stata costituita nell’ambito di un progetto di riorganizzazione del sistema dei Consorzi agrari4[NOTE:5:[Il progetto era finalizzato – in attuazione del comma 2bis dell’articolo 2 della legge n. 410/1999, integrata dal Decreto Mezzogiorno, legge n. 123/2017 – allo svolgimento congiunto di attività previste dall’oggetto sociale dei Consorzi Agrari aderenti, da realizzarsi mediante la partecipazione a società di capitali in cui i Consorzi Agrari dispongano della maggioranza dei voti esercitabili nell’Assemblea ordinaria.  ]].</testo>
    <testo>14.	CAI, in virtù dei patti parasociali in essere (v. infra), è soggetta al controllo congiunto di BF, da un lato, e dei consorzi SCCA, CAE, CAA, CAT, CACS e CNE (unitariamente considerati, v. infra) dall’altro lato5[NOTE:6:[Cfr. C12311 - B.F.-Consorzio Agrario dell’Emilia-Consorzio Adriatico-Consorzio Agrario del Tirreno-Consorzio Agrario Centro Sud-Società Consortile Consorzi Agrari/Newco, provvedimento n. 28564 del 9 febbraio 2021, in Bollettino n. 9/2021; C12472 - BF-Consorzio Agrario dell’Emilia Romagna-Consorzio Agrario dell’Adriatico- Consorzio Agrario del Tirreno-Consorzio Agrario Centro Sud-Società Consortile Consorzi Agrari-Consorzio Agrario del Nordest/Consorzi Agrari d’Italia, provvedimento n. 30281 del 4 agosto 2022, in Bollettino n. 32/2022. In particolare, il capitale sociale di CAI è attualmente così ripartito: BF (33%), CAE (17%), CNE (17%), CAT (9%), SCCA (2%), CACS (1%) e CAA (0,04%).]]. CAI, nel 2024, ha realizzato un fatturato di circa [1-2] miliardi di euro, quasi interamente in Italia.</testo>
    <testo>II.	DESCRIZIONE DELL’OPERAZIONE</testo>
    <testo>15.	L’operazione comunicata (di seguito, “Operazione”) consiste, da un lato, nell’acquisizione da parte di CAI dei rami di azienda di CAFVG e CATVB relativi alle attività di commercializzazione, produzione ed erogazione di servizi e prodotti agricoli e, dall’altro, nell’ingresso di CAFVG e di CATVB nel capitale sociale di CAI. A esito dell’Operazione, CAI sarà dunque soggetta al controllo congiunto di BF e dei Consorzi Agrari (SCCA, CAE, CAA, CAT, CACS e CNE, a cui si aggiungeranno CAFVG e CATVB).</testo>
    <testo>16.	In particolare, l’accordo tra le Parti che regola la presente transazione prevede quanto segue:</testo>
    <testo>i) CAFVG e CATVB separeranno un ramo d’azienda costituito da propri compendi aziendali strumentali alle attività di commercializzazione, produzione ed erogazione di servizi e prodotti agricoli (ossia tutte le attività, materiali e immateriali, relative al core business svolto dai predetti Consorzi che verranno aggregati), unitamente ad alcuni immobili strumentali allo svolgimento dell’attività caratteristica, impianti e attrezzature, beni immateriali, capitale circolante, personale e relative passività, disponibilità liquide e una parte dell’indebitamento finanziario (di seguito, “Rami di Azienda”);</testo>
    <testo>ii) CAI delibererà un aumento di capitale che verrà sottoscritto da CAFVG e CATVB, mediante l’apporto dei Rami di Azienda, e da BF, mediante conferimento in denaro. A esito di tale sottoscrizione, BF sarà titolare di un numero di azioni rappresentanti una partecipazione pari al 33% del capitale sociale di CAI, i Consorzi Agrari deterranno il 52% del capitale e la restante parte del capitale sociale verrà ripartita tra tutti i soci di minoranza6[NOTE:7:[In dettaglio, i Consorzi Agrari saranno titolari di Azioni di Categoria A del capitale sociale di CAI, come segue: [omissis].]].</testo>
    <testo>iii) CAFVG e CATVB aderiranno a un patto parasociale tra Consorzi Agrari (di seguito, “Patto Parasociale Consorzi Agrari”) in forza del quale, inter alia, ogni qualvolta verrà convocata una riunione dell’assemblea dei soci di CAI, i Consorzi Agrari (escluso SCCA e inclusi CAFVG e CATVB) dovranno riunirsi preventivamente “al fine di deliberare in merito all’esercizio del diritto di voto sulle materie poste all’ordine del giorno della predetta riunione assembleare”. Qualunque decisione assunta in tale sede sarà poi vincolante per tutti i Consorzi Agrari (inclusi CAFVG e CATVB);</testo>
    <testo>iv) contestualmente, le Parti aderiranno a un patto parasociale già esistente e che continuerà ad applicarsi, relativo alla disciplina del funzionamento e della governance di CAI (di seguito, “Patto Parasociale CAI”).</testo>
    <testo>17.	Al riguardo, le Parti hanno specificato che il Patto Parasociale CAI prevede, tra l’altro, che il consiglio di amministrazione di CAI sia composto da un numero dispari di amministratori, compreso tra 7 e 31. Di questi, la metà meno uno (di cui uno o più con funzioni di Amministratore Delegato) sarà nominata da BF; la maggioranza sarà nominata da CAI, e un amministratore sarà nominato dagli azionisti di minoranza.</testo>
    <testo>18.	L’adozione delle c.d. “Materie Consiliari Rilevanti”, tra cui rientrano l’approvazione, la rettifica, l’aggiornamento e/o la modifica del business plan, potrà avvenire solamente con il voto favorevole della maggioranza degli amministratori presenti alla riunione e la maggioranza di quelli nominati da BF7[NOTE:8:[Cfr. C12603 - Consorzi Agrari-Bf/Consorzi Agrari d’Italia, provvedimento n. 31064 del 13 febbraio 2024, in Bollettino n. 9/2024. ]].</testo>
    <testo>19.	Pertanto, anche in ragione del Patto Parasociale Consorzi Agrari descritto supra, sia BF che i Consorzi Agrari (unitariamente considerati) deterranno il potere di impedire l’adozione di decisioni volte a determinare gli indirizzi strategici (ad esempio, la definizione del business plan).</testo>
    <testo>III.	QUALIFICAZIONE DELL’OPERAZIONE</testo>
    <testo>20.	L’Operazione comunicata, in quanto comporta una modifica del controllo di un’impresa, costituisce una concentrazione ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/1990. Essa rientra nell’ambito di applicazione della legge n. 287/1990, non ricorrendo le condizioni di cui all’articolo 1 del Regolamento (CE) n. 139/2004, ed è soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’articolo 16, comma 1, della medesima legge, in quanto il fatturato totale realizzato, nell’ultimo esercizio a livello nazionale, dall’insieme delle imprese interessate è stato superiore a 595 milioni di euro e il fatturato totale realizzato, nell’ultimo esercizio a livello nazionale, da almeno due delle imprese interessate è stato superiore a 36 milioni di euro8[NOTE:9:[Cfr. provvedimento n. 31873 del 10 marzo 2026, in Bollettino n. 11/2026. ]].</testo>
    <testo>IV.	VALUTAZIONE DELL’OPERAZIONE</testo>
    <testo>IV.1	I mercati interessati</testo>
    <testo>21.	Sulla base dei dati di mercato forniti dalle Parti, possono ritenersi interessati dall’Operazione i mercati descritti di seguito.</testo>
    <testo>IV.1.1	I mercati relativi alla distribuzione finale di input e mezzi tecnici per l’agricoltura</testo>
    <testo>22.	Sotto il profilo merceologico, sulla base dei precedenti dell’Autorità, la distribuzione al dettaglio di prodotti, strumenti e mezzi tecnici per l’agricoltura può essere suddivisa nei seguenti mercati rilevanti: sementi, concimi, mangimi, fitofarmaci, macchine e attrezzature agricole9[NOTE:10:[Cfr., tra gli altri: C11929 – Consorzio Agrario Lombardo Veneto/Consorzio Agrario di Padova e Venezia, provvedimento n. 24648 del 4 dicembre 2013, in Bollettino n. 52/2013.  ]]. Sotto il profilo geografico, tali mercati sono stati ritenuti di dimensione locale, sostanzialmente coincidente con l’ambito provinciale, in quanto i coltivatori e le piccole imprese agricole tendono a rifornirsi in un ambito territoriale limitrofo a quello in cui è localizzata la propria attività produttiva10[NOTE:11:[I mercati della distribuzione al dettaglio di sementi presentano un limitato grado di sovrapposizione con i mercati nazionali della commercializzazione ai primi acquirenti, nei quali sono incluse, oltre che le vendite all’ingrosso a grossisti e distributori, anche le vendite effettuate direttamente dalle aziende sementiere agli utilizzatori finali.  ]].</testo>
    <testo>IV.1.2	I mercati locali della distribuzione al dettaglio di prodotti assicurativi</testo>
    <testo>23.	Con riferimento alla fase distributiva, si distinguono, da un lato, i rami danni, e, dall’altro, i rami vita, senza ulteriori segmentazioni all’interno di ciascuno dei due rami, in considerazione del fatto che nella fase di collocamento le reti si differenziano per tipo di soggetti attivi e modalità di azione, in funzione delle due aree (danni o vita) di rischi coperti.</testo>
    <testo>24.	Sotto il profilo geografico, la fase distributiva si caratterizza per la sua dimensione locale, considerata in prima approssimazione provinciale secondo la prassi dell’Autorità11[NOTE:12:[Cfr. C12757 - Unipol Finance/Pegaso Finanziaria e Assicoop, provvedimento n. 31719 del 4 novembre 2025, in Bollettino n. 45/2025. ]]. Pertanto, appaiono distinguibili i mercati distributivi provinciali dell’insieme dei rami vita e dell’insieme dei rami danni.</testo>
    <testo>IV.1.3	I mercati relativi alla distribuzione di prodotti petroliferi</testo>
    <testo>25.	Alcuni Consorzi agrari coinvolti nell’Operazione operano anche nel settore della distribuzione di prodotti petroliferi per l’agricoltura e, segnatamente, nella distribuzione di gasolio agricolo, per autotrazione, per riscaldamento e lubrificanti. Secondo un consolidato orientamento dell’Autorità, ai fini della definizione dei mercati rilevanti nell’ambito di tale settore, ciascuno dei prodotti commercializzati definisce un mercato separato sotto il profilo merceologico. L’ambito geografico di tali mercati è locale12[NOTE:13:[Cfr. tra gli altri, C12327 – Centro Calor/Restiani, provvedimento n. 28436 del 3 novembre 2020, in Bollettino n. 46/2020. ]].</testo>
    <testo>Gli effetti dell’Operazione</testo>
    <testo>IV.2.1	Gli effetti orizzontali</testo>
    <testo>26.	Sotto il profilo orizzontale, si riscontrano sovrapposizioni marginali esclusivamente nel mercato relativo alla distribuzione finale di input e mezzi tecnici per l’agricoltura, ove operano CAI, CAFVG e CATVB13[NOTE:14:[Si segnala che CAFVG è attivo esclusivamente nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia (GO), mentre CATVB è attivo esclusivamente nelle provincie di Treviso e Belluno. ]]. In tale mercato, l’impatto dell’Operazione appare di scarso rilievo, in ragione della circostanza che CAI (e quindi i singoli Consorzi che attualmente la controllano congiuntamente), CAFVG e CATVB sono attivi in ambiti provinciali sostanzialmente diversi tra loro.</testo>
    <testo>27.	Con riferimento al mercato locale della distribuzione al dettaglio di prodotti assicurativi, ove operano CAI14[NOTE:15:[Si precisa che l’attività è svolta tramite la controllata ASSICAI S.r.l. da ottobre 2021. ]] e CAFVG15[NOTE:16:[Si segnala che CAFVG è attivo esclusivamente nelle province di Udine (UD) e Pordenone (PN). ]], e al mercato relativo alla distribuzione di prodotti petroliferi, ove operano CAI16[NOTE:17:[Si precisa che per CAI la commercializzazione avviene tramite la controllata Eurocap Petroli S.p.A. da novembre 2021. ]], CAFVG e CATVB, l’Operazione non avrà alcun impatto poiché le Parti operano in aree geografiche distinte e non sovrapponibili. Peraltro, su tali mercati sono presenti anche altri importanti operatori.</testo>
    <testo>28.	Alla luce di quanto esposto, si ritiene che l’Operazione non risulti idonea a creare o a rafforzare una posizione dominante nei mercati interessati.</testo>
    <testo>IV.2.2	Gli effetti verticali</testo>
    <testo>29.	L’ingresso di CAFVG e CATVB nella compagine azionaria di CAI non appare, in continuità con i precedenti17[NOTE:18:[In particolare, cfr. C12311 - B.F.-Consorzio Agrario dell’Emilia-Consorzio Adriatico-Consorzio Agrario del Tirreno-Consorzio Agrario Centro Sud-Società Consortile Consorzi Agrari/Newco, ovvero il caso di concentrazione che ha determinato l’attuale assetto di controllo di CAI e la conseguente costituzione di un operatore verticalmente integrato, attivo sia nella fase della distribuzione al dettaglio di prodotti e servizi per l’agricoltura – attraverso l’attività svolta dai Consorzi – sia nei mercati situati a monte e a valle delle sementi e dei prodotti agricoli, in cui operano BF e le sue controllate. In quell’ambito, l’Autorità ha escluso che l’operazione potesse produrre un effetto di restrizione verticale significativo, rappresentato dalla possibile preclusione dell’accesso ai concorrenti nella fase di approvvigionamento degli input (fase a monte) e/o nella fase di collocamento dei prodotti nei rispettivi canali di sbocco (fase a valle).]], una circostanza atta a produrre effetti verticali di rilievo. In particolare, si ritiene che CAI, anche a seguito del mutato controllo congiunto dovuto alla presenza di CAFVG e CATVB, non sia in grado di precludere l’accesso ai canali distributivi ai propri concorrenti nella produzione di sementi. Ciò avviene, da un lato, in ragione di un impatto incrementale limitato, sostanzialmente riconducibile all’inclusione nella rete distributiva di CAFVG e CATVB, con la conseguente espansione della rete di CAI ad alcune province nelle quali essa non era prima presente. Dall’altro, ciò discende dalla presenza di ulteriori e diversi canali distributivi rispetto ai punti vendita “fisici” utilizzati dai concorrenti, quali la distribuzione diretta tramite propri agenti, o la distribuzione attraverso commercianti/intermediari.</testo>
    <testo>30.	In conclusione, non si ritiene che l’Operazione sia idonea a determinare significativi effetti verticali di restrizione della concorrenza sui mercati interessati.</testo>
    <testo>RITENUTO, pertanto, che l’Operazione non ostacola, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge n. 287/1990, in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante;</testo>
    <testo>DELIBERA</testo>
    <testo>di non avviare l’istruttoria di cui all’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990.</testo>
    <testo>Le conclusioni di cui sopra saranno comunicate, ai sensi dell’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/1990, alle imprese interessate e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy.</testo>
    <testo>Il presente provvedimento sarà pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.</testo>
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